“Neige molle. Tendre neige. Neige encore. Et la peau
floconne à travers la chair avec douce lenteur.”
(B. Noel)

Mare Nostrum

Mediterranea 16 - Biennale Giovani Artisti
Sezione Visioni Future 

L'installazione è composta da una parte a parete, formata da 5 disegni, una a terra, ed infine una nella teca, che contiene preziose conchiglie di carta.
A terra ci sono centinaia di conchiglie, un tappeto di questi preziosi resti di mare disposti a formare un pentagono, la stessa forma della struttura del Lazzaretto, o Mole Vanvitelliana.
Il numero 5 rappresenta il dinamismo, il mutamento, ma anche il voler sperimentare, spingendosi oltre i limiti del possibile, oltre l'accessibile (forse proprio verso quel "luogo in cui le idee utopiche possono ancora trovare spazio").
Il mare, che è all'origine di tutti gli esseri (i popoli rivieraschi lo sanno), ogni giorno fa l'azione di donare qualcosa alla terra, depositando sulle spiagge milioni di conchiglie, ciottoli, alghe. Simbolicamente, all'interno di questo luogo così prezioso per la città di Ancona, che è il Lazzaretto, avviene uno scambio, una condivisione, tra il mare e la terra, tra me e lo spettatore. Questo infatti è invitato a raccogliere e conservare una delle conchiglie dell'installazione. La sua presenza e la sua attenzione, in cambio di questo frutto prezioso del mare.
Il mio intento è quello di far riflettere sulle proprie origini, sulla propria terra, da dove veniamo, consapevoli che il Mediterraneo, il Mare Nostrum, abbraccia e rende simili tutte le regioni che vi si affacciano, e rappresenta una vera e propria culla, un grembo per tante civiltà e per tanti popoli.
Il lazzaretto, che un tempo era luogo di deposito, ma anche di isolamento di materiale contaminato o di uomini malati, diviene così un luogo di contatto, luogo in cui riappropriarsi della propria storia.
La conchiglia (e quindi il mare), simbolo di vita, è generatrice di tutti gli esseri, e il gesto di donare questa conchiglia ad ogni fruitore significa ridare un vissuto, ridonare la vita, o trasmettere e ri-narrare la propria storia, legata al luogo a cui apparteniamo.

Laura Paoletti, Mare Nostrum
Laura Paoletti, Mare Nostrum, 2013, 5 moduli (32x42cm cad.) inchiostro su carta giapponese avorio e conchiglie, dimensioni variabili, exhibition view

 Con Mare Nostrum Laura Paoletti chiede al visitatore di riflettere sulle proprie origini
e sulla propria terra nella consapevolezza di far parte dell’area mediterranea,
culla di diverse civiltà e tradizioni.
Donare una conchiglia, simbolo di vita, significa ridare un vissuto e reinterpretare la propria storia legata al luogo che ci appartiene.
(Manuela Valentini) 


Laura Paoletti, Mare Nostrum
Laura Paoletti, Mare Nostrum, 2013, perticolare
«Composta da 5 moduli che richiamano alla memoria l'opera di Малевич e da un pentagono di conchiglie che evidenziano l'importanza dei doni offerti dal Mediterraneo alle civiltà che affacciano sul proprio bacino, Mare Nostrum di Laura Paoletti pone al centro della riflessione lo scambio, la condivisione tra l'artista e lo spettatore invitato, quest'ultimo, a raccogliere un nicchio di mare – a ripetere il gesto, l'intima scelta dell'artista sul bagnasciuga – per conservarlo come traccia indelebile della memoria» (Antonello Tolve).

Laura Paoletti, Mare Nostrum
Laura Paoletti, Mare Nostrum, 2013, Maria Pistoletto raccoglie una conchiglia
 
Laura Paoletti, Mare Nostrum, 2013, particolare
Laura Paoletti, Mare Nostrum, 2013, particolare